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30 Giugno 2020
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Diminuzione del Pil e disordini Sociali

Diminuzione del Pil e disordini Sociali saranno le parole chiave del prossimo futuro.

Faccio il commercialista, in giro per l’Italia, ma soprattutto nelle aree di Como, in Brianza e a Milano.

Sono le aree ricche del paese, quelle in cui il, quando ero ragazzino, giravi per le strade e trovavi ovunque cartelli con scritto “cercasi operai”. Quelle che ancora alcuni politici, che forse sembrano avere un po’ perso il senso della realtà portano ad esempio, per dire che abbiamo bisogno di importare manodopera straniera. Ma i cartelli che offrono ampi spazi in affitto o in vendita, hanno preso il posto delle offerte di lavoro. Sono queste le aree in cui Diminuzione del Pil e disordini Sociali potrebbero essere davvero il peggior incubo dell’autunno.

 

Il Covid ha cambiato per molti anni la nostra economia. Una classe politica, incapace di cogliere le possibilità competitive che le criptovalute e le blockchain possono costituire come nuovo strumento di debito pubblico, ha pensato utile bloccare quasi completamente il paese per due mesi, senza peraltro nemmeno avere il coraggio di farlo in modo assoluto guadagnando il vantaggio di un tempo rapido di esecuzione. Il risultato è un sistema economico devastato. Qualcuno dice che dopo la perdita del Pil che sfiora il 12 per cento ci sarà un rimbalzo, se anche fosse sarebbe solo virtuale. Il Pil attuale (Y = C + I + G + NX, dove C sta per consumi, I per investimenti, G per spesa, NX per esportazioni nette)  è viziato dalla spesa pubblica G che contiene i trasferimenti relativi alla cassa integrazione, diversamente da quello che prevedeva la formula della identità Keynesiana, che avrebbe imposto di sottrarli anziché sommarli.

 

In questa condizione, non vi è dubbio che l’autunno non potrà che essere un tempo di vere vacche magre, abbiamo parlato di Diminuzione del Pil e disordini Sociali : le persone avranno difficoltà a soddisfare i bisogni primari. Scenderanno forse per le strade: causeranno disordini. Alcune parti di Italia, potrebbero essere tenute a bada attraverso il patto più o meno consapevole, con la mafia, quello che ha consentito di liberare i condannati al 41 bis, in cambio di ordine sul territorio. L’eroico Giletti che denuncia l’accaduto viene lasciato solo e riceve minacce.

 

Ma il nord, da questo punto di vista, e più difficile da controllare e, sempre a nord, in Veneto, Piemonte e soprattutto Lombardia, le persone hanno un indice di mobilità fino a 10 volte superiore a quello del sud Italia, che potrebbe determinare un nuovo progressivo e importante aumento della Pandemia, che potrebbe essere difficile distinguere da una normale influenza.

 

SI tratta di uno scenario quasi apocalittico e purtuttavia, assolutamente realistico, o quantomeno probabile. Il governo investe in cassa integrazione, ma non aiuta gli imprenditori, e priva i professionisti persino dei pochi spiccioli messi a disposizione degli altri operatori, perché vuole colpire le classi che un tempo furono privilegiate, ma così facendo creerà ancora  disoccupazione e miseria.

La maggioranza resta attonita e incapace a guardare, l’opposizione si oppone al finanziamento dei monopattini, gli unici che osano dire qualcosa sono  i leader di paesi nord Europei, che “tirano le orecchie” all’Italia, pur avendo un Prodotto Interno Lordo globale più simili a quelli di una provincia Lombarda che non a quello di uno Stato Europeo.

È l’economia della Mediocrazia. “Si sta come d’Autunno le foglie sugli alberi” (G. Ungaretti).

Alessandro Arrighi

Vedi anche un interessanto articolo, scritto prima della pandemia.

https://www.alessandroarrighi.com/protezionismo-ec…erra-mediocrazia/

Vedi anche:

Superare e vincere la mediocrazia : la creazione di valore.

 

Segnalo volentieri inoltre un interessante articolo di un mio omonimo (non sono io) pubblicato su Repubblica

 

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